Era nell’aria in questa Italia sempre piu’ povera, sempre piu’ autoritaria e fascista, dove garanzie e diritti di cittadinismo diminuiscono drasticamente, dove “campare” diventa sempre piu’ un’impresa, che prima o poi la rabbia e la dignita’ di chi soffre sarebbero scoppiate in focolai di resistenza e di conquista di, seppur minuscoli, spazi di democrazia o semplicemente di diritto all’esistere.
La dignita’ degli africani che si ribellano alle regole ataviche dettate dalla malavita, che scendono in strada, reclamano il diritto all’esistenza, la stessa dignita’ che si è vista a Castelvolturno qualche tempo fa. La dignita’ degli abitanti della Val Di Susa che reclamano la difesa della loro terra da speculazioni e business milionari che provocherebbero per loro solo distruzione e ferite per una terra stupenda. La dignita’ degli operai di Termini Imprese, che incrociano le braccia senza alcun tipo di mediazione o di farsa sindacale, mettendo al primo posto la rabbia e il diritto sacrosanto di vivere dignitosamente.
La dignita’ degli operai di Pomigliano e quella degli operatori della Eco4 che hanno tenuto occupato il vicecommissariato di caserta a Natale, la dignita’ di chi occupa una casa e la difende resistendo alle minacce di sgombero, la dignita’ di chi, e sono migliaia di migliaia, si alza ogni mattina per andare a lavorare in condizioni di lavoro estreme, specialmente in questo nostro sud Italia.
Ecco tutto cio’ crediamo sia la tanto aspettata risposta, o meglio i suoi embrioni, di sana rabbia e appunto, di dignita’, parola che forse abusiamo, ma che crediamo fermamente, sia oggi la chiave di lettura per capire quale sia il bisogno primario che unisce appunto gli africani che raccolgono le arance, i NoTav che resistono, gli operai in lotta a Somigliano e Termini. La cosa che accomuna gli oppressi del terzo millennio nel loro scontro col capitale è proprio la disperata e imperterrita ricerca di dignita’, quella dignita’ che la globalizzazione, con le sue regole assurde e fantomatiche, ha completamente spazzato via. Ci troviamo sicuramente, e questo è importante che venga tenuto presente da tutti, in una fase completamente nuova, dove le forme di sfruttamento, di frammentazione, di attacco agli oppressi, ci impongono di riformulare concetti e parole d’ordine: non si puo’ affrontare la situazione del 2010 con schemi, parole d’ordine e modi d’azione che nella migliore ipotesi sono vecchi di 30 anni.
Tutta questa rabbia, che crediamo e speriamo, essere solo la punta di un iceberg molto piu’ grande è figlia indiscussa della ricerca di soddisfacimento di bisogni primari e in questo grande calderone che contiene diritti, salario, difesa della terra e del posto di lavoro, esiste un denominatore unico che è appunto il reclamare dignita’. Oggi piu’ che mai quindi è necessario lavorare alla creazione di interconnessioni tra quanti reclamano dignita’, intersecare percorsi di lotta, creare contropotere e resistenza, unire le rabbie, scendere tra la gente e affondare le mani in tutta questa dignita’, per trovarne nuova linfa e propulsione per avanzare sempre di piu’ il livello del conflitto e dello scontro, guadagnando centimetro dopo centimetro. Quello che accade oggi è sicuramente l’ennesimo attacco a chi gia era sfruttato e represso, ma è anche indubbiamente la scintilla, l’input per generare nuova rabbia nella ricerca e nella conquista della dignita’. Certo è il sistema che permette di sparare sugli immigrati, è il razzismo del governo, l’indifferenza di molti, certo sono gli interessi dei capitalisti a imporre che le fabbriche chiudano, che le montagne vengano buttate a terra, che gli stipendi degli operai da pagare siano quasi un optional. Ma è anche la rabbia forte e senza paura, che rompe gli argini e travolge tutto, degli africani di Castelvolturno e di Rosarno, degli operai di Termini Imprese o del consorzio Eco4. La loro rabbia, la loro resistenza, la loro dignita’, non fa altro che gonfiare il corso d’acqua di quanti si oppongono al sistema e alla sua morsa. Nostro compito sui territori, nei luoghi di lavoro, a scuola, nelle universita’, per le strade e nei quartieri è quello di alimentare questo fiume di dignita’, di rompere gli argini e di travolgere tutto. Rabbia, resistenza e dignita’ per rompere gli argini, per travolgere tutto.
I/le Compagn* del Csoa TempoRosso e di Terra di Lavoro
SAB 16 INIZIATIVA ANTIRAZZISTA AL CSOA TEMPO ROSSO
DJ FAMOUS + PERCUSSION
(from nigeria - castelvolturno)
+ Pignatown youth
start h 21...
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